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È opinione diffusa in ambito medico che la gravidanza non sia indicata per le donne malate di IP. Le vite di madre e nascituro sono a rischio elevato in queste situazioni. Qualunque donna, se ha una malattia grave, deve porsi diverse domande prima di decidere se avere dei figli, e spesso deve anche considerare il rischio di morte durante la gravidanza e il parto. La gravidanza lascia i suoi segni nel corpo della donna. Il parto ad esempio aumenta il battito del cuore, mentre il sistema immunitario diventa meno efficiente. Per una donna che convive con una grave malattia, la gravidanza può avere conseguenze catastrofiche. Sfortunatamente l’IP colpisce anche donne giovani e in età fertile. Il rischio di morte collegata alla gravidanza nelle donne con IP è abbastanza elevato (indicato tra il 30 e il 50%). Pertanto, anche solo per questo motivo, la gravidanza non offre buone prospettive alle donne con IP. Inoltre, alcuni farmaci comunemente usati per la cura di IP (per esempio il warfarin) possono essere dannosi per il feto. Questo doppio rischio, per la paziente e per il feto, richiede qualche forma di controllo delle nascite, onde evitare la gravidanza nelle donne con IP.

Perché debbo usare il contraccettivo:

  • Se sei malata di IP gli specialisti sconsigliano vivamente la gravidanza, in quanto può solo far peggiorare la tua malattia. È molto triste dirlo, ma devi sapere che aspettando un figlio correresti un elevato rischio di morte.
  • Se la tua IP è secondaria a qualche altro problema clinico, come il lupus sistemico, è probabile che questo altro problema riduca la tue probabilità di avere un bambino sano.
  • Anche alcuni farmaci che prendi potrebbero avere effetti negativi sul nascituro.
  • Se dovessi rimanere incinta, è estremamente importante farti visitare dall’équipe medica specializzata in IP appena possibile; loro potranno valutare la cura più adatta a te.
  • Molti medici consigliano l’adozione di un contraccettivo permanente, proprio in virtù dei rischi che le donne corrono durante la gravidanza.

Quale contraccettivo usare:

Non sono state ancora pubblicate linee guida dedicate al controllo delle nascite nelle donne con IP, e non esiste consenso riguardo al metodo contraccettivo migliore. Il controllo delle nascite è un argomento che devi affrontare con il tuo medico specialista in IP: non sentirti imbarazzata, cerca di affrontare la questione, che è d’importanza vitale. Nelle pagine seguenti è riportato un breve rendiconto di alcuni fattori importanti da prendere in considerazione nell’affrontare questo problema.

Posso prendere un contraccettivo orale?

  • La pillola combinata (che normalmente si prende per 3 settimane su 4) deve essere evitata in quanto contiene l’estrogeno che potrebbe addirittura far peggiorare l’ IP.
  • La pillola che contiene solo progesterone (chiamata mini pillola) è anch’essa sconsigliabile, in quanto aumenta il rischio di sviluppare coaguli nel sangue. La mini-pillola inoltre è un metodo che ha dei rischi medi di fallimento.

Posso usare un sistema intrauterino (la spirale)? 

  • Spesso è difficile inserire una spirale se una persona non è mai stata incinta e, qualche volta, è necessario somministrare un anestetico. Durante il periodo di inserimento è necessario prendere antibiotici per ridurre il rischio di infezione. Molte donne con la spirale (che contiene rame) hanno mestruazioni più abbondanti dopo l’inserimento. Se stai prendendo l’anticoagulante questo potrebbe esserti già accaduto. La spirale inoltre aumenta leggermente il rischio di sviluppare infezioni al bacino; tutto sommato questo metodo non è proprio l’ideale. 
  • Esiste una spirale ricoperta di progesterone, chiamata Mirena. Molte donne che la utilizzano sostengono che il loro ciclo mestruale con questo metodo dura soltanto 1-2 giorni. Mirena è un metodo contraccettivo molto affidabile e può durare fino a 5 anni.

Cosa si dice dei metodi permanenti?

  • Con i metodi permanenti diventa molto difficile invertire la condizione di sterilità. È meglio informarsi bene e chiedere tutti i consigli necessari prima di imboccare questa strada.
  • Il metodo della sterilizzazione maschile o vasectomia non è permesso in Italia. La sterilizzazione femminile richiede un intervento con anestesia generale. Considerando il quadro clinico questo comporta dei rischi, specialmente nei casi in cui il soggetto prende dei farmaci per rendere il sangue più fluido. Alcune pinze bloccano i tubi che vanno dall’utero alle ovaie. Nel lungo periodo con questo metodo non dovrebbero presentarsi effetti collaterali, tuttavia esiste una piccola probabilità di insuccesso.

Esistono altre alternative?

  • I metodi che creano barriere, come i preservativi, le capsule o i diaframmi, sono meno affidabili. Devono essere sempre usati con un gel speciale per ridurre il rischio di insuccesso.